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L’acqua: ordinaria nell’essere straordinaria

L’acqua è una sostanza anomala. Per quanto possa sembrarci semplice, tanto nell’aspetto quanto nella struttura molecolare, se non la dessimo per scontata e osservassimo oggettivamente le sue proprietà, capiremmo immediatamente che non c’è nient’altro di simile nell’universo: è un liquido a temperatura ambiente (cosa già rara), ma congela e bolle facilmente; da liquida è più densa che da solida; ha un’elevata capacità termica ma una scarsa conducibilità elettrica, eppure è un solvente polare dall’eccezionale versatilità: scioglie e trasporta innumerevoli sostanze e diffonde attraverso le membrane. Le cellule la addizionano ad altre molecole per scinderle e la estraggono per condensarle fra loro. Nel grande schema delle cose è tutt’altro che ordinaria, ma noi terrestri, per via della posizione del nostro pianeta, della sua gravità e della composizione della sua crosta, abbiamo la fortuna di poterla dare per scontata. Per la biosfera terrestre l’acqua rappresenta l’equilibrio, che preserva le condizioni atmosferiche e consente il riciclaggio della materia vivente, ma al contempo rappresenta il divenire, la continua e ciclica trasformazione delle reazioni e dei passaggi di stato. Si può dire: «sia grazie all’acqua» se sulla Terra la vita può opporsi all’entropia inesorabile dell’universo. Parallelamente a quanto accade per il sangue o la linfa in un organismo, essa è a tutti gli effetti il fluido vitale del nostro pianeta, ciò che lo rende LA TERRA, amena e rigogliosa, anziché l’ennesimo pianetino roccioso spoglio e raggrinzito, arso dalle radiazioni e assiderato dal vuoto cosmico.

Se l’acqua sulla Terra non fosse onnipresente e ordinaria, la Terra non sarebbe abitabile. E se la Terra non fosse abitabile, non potremmo essere abituati all’acqua e considerarla ordinaria. Noi siamo l’eccezione in questo universo, per questo non dobbiamo dare l’acqua per scontata ed essere invece consapevoli in ogni nostra interazione con lei: quanta ne consumiamo, come la consumiamo, in che misura la riutilizziamo, da dove proviene, cosa c’è dentro, dove va a finire, chi o cosa la userà dopo di noi, quali connotazioni assume man mano che sale a monte e procede a valle. Non dare l’acqua per scontata può sembrare un monito astratto, quasi un qualunquismo ripetuto meccanicamente, ma acquista concretezza se si pensa all’acqua stessa, che è fluida e trasparente: ciò non vuol dire che è invisibile, ma che acquisisce la forma e il colore di ciò con cui entra in contatto, nel bene e nel male, e lo trasmette. In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, il progetto di Terre di Campania, “Gocce d’Acqua” e la sua collettiva d’arte nascono proprio da questa idea: artisti campani di tutte le età e di tutti i livelli di esperienza infondono nell’acqua la loro idea creativa, dandole l’aspetto di ciò che vogliono vedere.
La nostra è una regione particolarmente ricca di acque, sia dolci che salate, che purtroppo oggi assumono spesso l’aspetto dell’incuria e del rigetto. Possiamo continuare a darle per scontate e contaminarle con la nostra indifferenza, oppure possiamo prestare loro attenzione e vederci dentro ciò che vorremmo.

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